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Accordo di programma
Accordo fra due o più pubbliche amministrazioni per la definizione e l'attuazione di opere, di interventi o di programmi di intervento che richiedano, per la loro completa realizzazione, l'azione integrata e coordinata delle stesse e coinvolgano anche diversi livelli di governo (statale, regionale, provinciale, comunale). Attraverso l'accordo di programma si assicura il coordinamento delle azioni e si possono determinare i tempi, le modalità, il finanziamento e ogni altro connesso adempimento. Tale strumento consente di disciplinare i comportamenti futuri tra le parti, le quali saranno tenute ad adottare atti e provvedimenti conformi alle previsioni dell'accordo. E' disciplinato dall'art. 34 del d.lgs. n. 267/2000 e dalla L.R n. 76 del 3.09.1996.
Fase intermedia della procedura complessa di formazione di ciascun strumento urbanistico o delle sue varianti il cui iter si articola obbligatoriamente attraverso: avvio del procedimento (nei casi previsti), adozione, pubblicazione, osservazioni, approvazione, entrata in vigore. L'adozione di uno strumento urbanistico, effettuata a mezzo di deliberazione del consiglio comunale, costituisce un atto preparatorio con carattere di proposta o di progetto che l'autorità competente successivamente accoglie o modifica. L'adozione, per quanto fase intermedia di una procedura articolata, ha, tuttavia, come effetto l'applicazione delle "misure di salvaguardia" (si veda sotto "salvaguardia").
Fase finale, anche se, di norma, non ultima, della procedura complessa di formazione di ciascun strumento urbanistico o delle sue varianti (per l'iter completo si veda sotto "adozione").L'approvazione, effettuata a mezzo di deliberazione del consiglio comunale, di uno strumento urbanistico, costituisce la versione definitiva dell'atto di pianificazione o di programmazione. A seguito di essa, l'atto è "perfetto", cioé, completo di tutti gli elementi per la sua esistenza giuridica, ma, di norma, non è ancora efficace in quanto l'entrata in vigore avviene a seguito della pubblicazione.
Le aree strategiche di intervento corrispondono ai principali interventi di trasformazione, riqualificazione o recupero, ritenuti indispensabili al raggiungimento degli obiettivi specifici del Piano Strutturale.
Le aree strategiche di intervento appartengono ad uno specifico schema direttore e per ciascuna di esse il Piano Strutturale indica gli scopi, il principio e la regola insediativa da osservare, le quantità di suolo pubblico e privato da destinare ai diversi usi; fornisce indirizzi in merito alla redazione di specifici Progetti Norma da elaborare con il Regolamento urbanistico.
Per ciascuna A.S.I. il Piano Strutturale specifica:
- criteri generali per la redazione del regolamento Urbanistico;
- dimensionamento degli interventi.
Fase iniziale della procedura complessa di formazione degli strumenti urbanistici di non esclusiva competenza comunale (che coinvolgono Enti sovraordinati) o delle loro varianti. L'avvio del procedimento è effettuato di norma mediante una deliberazione della giunta comunale. Indica gli obiettivi da perseguire, il quadro conoscitivo di riferimento e le ulteriori ricerche da svolgere. L'atto di avvio del procedimento è trasmesso agli altri soggetti istituzionali interessati che forniscono entro sessanta giorni dal ricevimento, gli elementi in loro possesso idonei ad arricchire il quadro conoscitivo e le indicazioni necessarie ai fini della corrispondenza tra gli atti della pianificazione urbanistica comunale e gli atti della programmazione territoriale provinciale e regionale.
Ha la responsabilità della costruzione del Piano Strutturale da definirsi sulla base delle "linee guida" e della "mappa strategica" approvate dalla Giunta Comunale. Ha inoltre la responsabilità del gruppo di coordinamento dell'ufficio del Piano, delle ricerche e delle valutazioni ambientali.
È una particolare procedura prevista dalla Legge n. 241/90 di semplificazione dell'azione amministrativa che viene attivata, di regola, quando sia opportuno effettuare un esame contestuale di vari interessi pubblici coinvolti in un procedimento amministrativo, ovvero, quando l'amministrazione procedente debba acquisire intese, concerti, nulla osta o assensi di altre amministrazioni pubbliche e non li ottenga, entro quindici giorni dall'inizio del procedimento, avendoli formalmente richiesti. La conferenza tra i rappresentanti di tutte le amministrazioni interessate è, inoltre, lo strumento per il perfezionamente dello "accordo di programma" (v. sub).
E' il responsabile scientifico del Piano.
Sulla base delle risultanze del lavoro di costruzione del quadro conoscitivo di base e della relazione per l'avvio delle procedure ha stabilito, di concerto con l'Amministrazione, gli obiettivi del Piano, i campi di interesse per le ulteriori ricerche da svolgere.
Durante il primo periodo di elaborazione del Piano, assieme all'Ufficio di Piano, ha elaborato la "mappa strategica" (schema di Piano Strutturale) e le "linee guida" ed ha poi seguito il lavoro di stesura definitiva del Piano Strutturale, direttamente con il gruppo di lavoro.
Il Garante è una figura prevista dalle normative regionali con riferimento all'iter di formazione degli strumenti urbanistici. Tale Garante ha il compito di assicurare a chiunque, nelle varie fasi del procedimento, la conoscenza effettiva e tempestiva delle scelte e dei supporti conoscitivi relativi alle fasi procedurali di formazione e adozione degli strumenti della pianificazione territoriale e degli atti di governo del territorio e promuove, nelle forme e con le modalità più idonee, l'informazione ai cittadini stessi, singoli o associati, del procedimento medesimo.
Significa Sistemi Informativi Territoriali. Il Gis è un sistema informatico che consente di riunire, memorizzare, modificare e rappresentare con i relativi riferimenti geografici le informazioni quali per esempio le classi di età di una popolazione secondo la loro collocazione geografica. Lo strumento consente di raggiungere dei livelli di rappresentazione molto sofisticati
Le invarianti strutturali sono elementi fisici o parti del territorio che esprimono un carattere permanente e sono connotate da una specifica identità, ed in quanto tali la loro tutela e salvaguardia risulta indispensabile al mantenimento dei caratteri fondamentali e delle risorse essenziali del territorio.
Esse sono individuate dal Piano Strutturale ed organizzate in relazione alle seguenti tipologie di risorse essenziali del territorio:
- le città e gli insediamenti urbani;
- il territorio rurale;
- la rete delle infrastrutture per la mobilità.
Le linee guida fanno parte integrante delle Norme Tecniche e costituiscono il riferimento principale per la valutazione della coerenza tra le azioni e gli obiettivi di lungo termine, in relazione all'assetto del territorio del Piano Strutturale.
Esse individuano obiettivi comuni di carattere generale, che l'Amministrazione ed i cittadini si impegnano a conseguire e condividere, e dettagliano le azioni specifiche necessarie al loro raggiungimento.
La mappa strategica definisce con la maggior precisione possibile le diverse dimensioni della strategia fondamentale del Piano, coerentemente con le azioni specifiche contenute nelle linee guida.
Essa cerca di chiarire i luoghi per i quali si ritiene il Piano ed in particolare il Regolamento Urbanistico debba fornire indicazioni più dettagliate e precise che per il resto del territorio cittadino.
Il Piano Strutturale, attraverso la mappa strategica individua ed organizza gli interventi in relazione alle tipologie di risorse essenziali individuate con le invarianti strutturali:
- interventi strategici per la città e gli insediamenti urbani;
- interventi strategici per il territorio rurale;
- interventi strategici per la rete delle infrastrutture per la mobilità.
Insieme di prescrizioni dei Piani Urbanistici espresse in forma letterale nel documento "Norme Tecniche di Attuazione". Che definiscono gli attributi e le regole associati ad ogni area di categoria diversa individuata di piano.
Indicazioni, critiche, precisazioni, rettifiche che ogni cittadino può fornire alla pubblica amministrazione competente per la modifica o il perfezionamento di uno strumento di programmazione e pianificazione. Si tratta di una facoltà riconosciuta al cittadino dalla legge al fine, non solo di garantire il diritto di partecipazione al procedimento amministrativo del privato, ma di consentire la realizzazione di un'attività amministrativa il più possibile trasparente e rispondente alle esigenze della collettività.
Sono quei parametri (densità edilizia fondiaria, rapporto di copertura, numero dei piani, altezza, arretramenti, distacchi, distanze ecc) che regolano l'uso edilizio di un lotto.
Sono quei parametri (densità demografica, densità edilizia territoriale, standard urbanistici) che regolano l'urbanizzazione di un'area e servono a strutturare l'organismo urbano e a promuoverne un'organizzazione efficiente, proporzionando bene strutture e infrastrutture.
Il parere è un atto amministrativo consultivo preventivo - antecedente cioé al perfezionamento dell'atto amministrativo cui si riferisce - con il quale un organo della stessa amministrazione o di altra amministrazione esprime una consulenza all'amministrazione procedente (amministrazione attiva). Nel caso del parere di conformità tale consulenza è finalizzata al controllo della rispondenza dell'atto amministrativo in via di formazione, rispetto al contesto normativo di riferimento. Nella formazione del Piano Strutturale, ad esempio, il parere di conformità reso dalla Provincia al Comune riguarda la conformità del Piano Strutturale adottato dal Consiglio comunale alle prescrizioni del Piano Territoriale di Coordinamento.
La strumentazione urbanistica comunale comprende molto spesso specifici strumenti di pianificazione che disciplinano particolari materie. Tra i Piani di Settore di competenza comunale è opportuno segnalare il Piano Urbano del Traffico, il Piano Regolatore Cimiteriale, la Disciplina delle Attività Commerciali, il Piano della Rete di Distribuzione dei Carburanti, il Piano di Zonizzazione Acustica.
E' uno strumento conoscitivo, normativo e tecnico-operativo, mediante il quale pianificare e programmare le azioni e le norme d'uso finalizzate alla conservazione, alla difesa ed alla valorizzazione del suolo, alla corretta utilizzazione delle acque, sulla base delle caratteristiche fisiche ed ambientali dei diversi territori. La sua redazione è competenza dell'autorità di bacino (L.183/89 art.17 comma 1).
L'art. 50 del d.lgs 267/00, attribuisce ai sindaci il compito di coordinare e riorganizzare "sulla base degli indirizzi espressi dal consiglio comunale e nell'ambito dei criteri eventualmente indicati dalla regione, gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici, nonché, d'intesa con i responsabili territorialmente competenti delle amministrazioni interessate, gli orari di apertura al pubblico degli uffici pubblici localizzati nel territorio, al fine di armonizzare l'espletamento dei servizi con le esigenze complessive e generali degli utenti".
Per progetto norma si intende un insieme di criteri, indirizzi e prescrizioni, corredate da uno o più schemi grafici, che sintetizzano i caratteri degli interventi strategici organizzati attraverso gli schemi direttori.
Il progetto norma viene elaborato con il Regolamento urbanistico per tutte quelle aree individuate dagli schemi direttori e corrispondenti alle aree strategiche di intervento e per gli eventuali ed ulteriori interventi individuati dal Regolamento, la cui complessità richieda un maggiore grado di definizione normativa.
Per progetto di suolo si intende l'insieme degli interventi e delle opere che modificano lo stato e i caratteri del suolo pubblico, d'uso pubblico o privato di interesse generale ridefinendone il disegno e gli usi. Gli interventi previsti dal progetto di suolo consistono nella sistemazione delle aree non edificate attraverso opere di piantumazione, pavimentazione e trattamento del terreno.
Il Programma Integrato di Intervento individua le trasformazioni del territorio da attuare entro il periodo corrispondente a un mandato amministrativo, che per la loro rilevanza e complessità, necessitano di una esecuzione programmatica. E' uno strumento facoltativo e, se realizzato, È parte integrante del Piano Regolatore Generale del Comune di Arezzo.
Il Programma Integrato di Intervento dovrà definire gli interventi e le opere da realizzare dimostrando la coerenza con le risorse del territorio disponibili, con i tempi di esecuzione, con lo stato di fatto, con i programmi in corso di realizzazione relativi alle principali infrastrutture e attrezzature urbane, con le valutazioni della fattibilità economico-finanziaria delle trasformazioni previste, con il piano della mobilità, con i criteri di perequazione.
Il Regolamento Urbanistico è lo strumento con il quale l'Amministrazione Comunale disciplina le trasformazioni degli assetti insediativi, infrastrutturali ed edilizi del proprio territorio.
Esso traduce le direttive e gli indirizzi operativi del Piano Strutturale, in norme
operative e prescrizioni, fino alla scala del singolo lotto e del singolo edificio,
precisando almeno i seguenti elementi:
Per quelle aree che per la loro rilevanza e complessità necessitano di una esecuzione programmata, il Regolamento Urbanistico predispone Progetti Norma e rimanda l'attuazione degli interventi alla redazione di Piani Complessi d'intervento.
E' un rapporto descrittivo, basato sul modello Pressione-Stato-Risposta rispetto allo stato di conservazione dello stock di risorse (mediante opportuni indicatori di stato), alle pressioni esercitate su tali risorse dalle attività antropiche (indicatori di pressione), agli interventi e/o politiche di tutela delle risorse e di mitigazione degli effetti adottate (indicatori di risposta). Nell'ambito del documento i diversi tematismi affrontati sono di solito aggregati in sistemi ambientali, anche sulla base delle indicazioni della D.G.R.T. n° 1541 del 14.12.1999.
Coordina il lavoro dell'Ufficio di Piano sulla base del programma operativo elaborato assieme al Coordinatore ed al Consulente Scientifico. Ha inoltre il compito di effettuare il raccordo tra l'ufficio di Piano e gli uffici Tecnici dell'Amministrazione allo scopo di pervenire ad un Piano che sia condiviso dalla struttura tecnica dell'Amministrazione.
Situazione in cui si trova uno strumento urbanistico adottato ma non ancora approvato, cioé "in itinere" di approvazione. Con l'adozione del PRG scatta l'applicazione delle "misure di salvaguardia" in base alle quali deve essere sospesa da parte del Comune ogni determinazione sulle domande di concessione edilizia non conformi al PRG "in intinere", cioé in corso di approvazione.
Per schema direttore si intende un insieme coordinato di interventi di carattere strategico legati da unitarietà tematica e finalizzati al raggiungimento degli obiettivi generali del Piano Strutturale, così come individuati nelle linee guida.
Lo schema direttore organizza gli interventi e ne stabilisce l'ordine di attuazione, le priorità ed i condizionamenti, in relazione al livello di fattibilità ed alle valutazioni di carattere ambientale.
Per sistema funzionali si intendono parti del territorio - spazi aperti ed edifici - non necessariamente contigue, alle quali viene riconosciuta una comune identità e che individuano insiemi di funzioni e di materiali urbani compatibili con il ruolo specifico che esse hanno nel territorio.
Sistemi, sottosistemi ed ambiti funzionali stabiliscono condizioni qualitative, quantitative e localizzative ed individuano gli obiettivi prestazionali degli insediamenti al fine del mantenimento ed incremento della qualità ambientale e contribuiscono alla corretta distribuzione delle funzioni per l'integrazione tra organizzazione degli spazi e organizzazione dei tempi.
I sistemi funzionali coprono l'intero territorio comunale ed individuano insiemi di spazi, luoghi ed edifici, distinti tra loro e non sovrapposti; i sistemi funzionali si articolano in sottosistemi funzionali.
I sottosistemi danno luogo a parti di un sistema che si differenziano tra loro per dimensione, principio insediativo, tipi edilizi, spazi aperti, modi d'uso.
Gli ambiti costituiscono una ulteriore suddivisione del sottosistema e ne precisano ulteriormente le indicazioni.
I sistemi territoriali rappresentano degli ambiti geografici individuati in base ai caratteri geografici, orografici ed ambientali.
Il Piano Strutturale di Arezzo individua i seguenti sistemi territoriali:
- Sistema montano;
- Sistema collinare;
- Sistema pedecollinare terrazzato;
- Sistema di valle;
- Sistema di pianura;
- Sistema fluviale.
Per ciascun sistema territoriale il Piano Strutturale fissa specifici obiettivi per i seguenti aspetti:
- socio economici;
- storico paesistici e insediativi;
- vegetazionali;
- fisico, morfologici, ambientali.
Lo Statuto dei Luoghi raccoglie le invarianti strutturali, gli interventi e le tutele strategiche; esso costituisce la matrice organizzativa delle norme del Piano Strutturale.
Attraverso lo Statuto dei luoghi il Piano Strutturale stabilisce le regole per il corretto equilibrio tra la comunità e l'ambiente, costruendo una mediazione tra le esigenze collettive e quelle dei singoli, attraverso un insieme di tutele e salvaguardie del patrimonio storico e dell'ambiente naturale e di azioni specifiche mirate a migliorare la qualità delle prestazioni fisiche, sociali e culturali del territorio.
Come definito dal Rapporto Brundtland delle Nazioni Unite (1987) è quel modello di sviluppo che soddisfa i bisogni delle generazioni presenti senza compromettere le possibilità per le generazioni future di soddisfare i propri bisogni.
Lo sviluppo sostenibile non è solo difesa dell'ambiente, ma un intervento di scienza (particolarmente l'ecologia), tecnologia e organizzazione sociale e istituzionale che comporti nuove forme di governabilità, con la consapevole partecipazione degli individui. Essendo la sostenibilità un processo multidimensionale che richiede l'eliminazione della povertà e del bisogno, oltre che la conservazione delle risorse per rendere permanente questa eliminazione, per aversi sviluppo sostenibile deve esserci una sostenibilità economica, intesa questa non solo come crescita economica , ma anche sociale e culturale. E' necessario che si pervenga ad una unificazione dell'economia e dell'ecologia a tutti i livelli ed anche ad un corretto equilibrio fra aree rurali ed urbane, evitando concentrazioni e promuovendo moderne forme di agricoltura che valorizzino attivamente l'ambiente e il paesaggio.
Lo sviluppo urbano sostenibile richiede una valutazione della carrying capacity (capacità portante) dell'intero ecosistema che sopporta l'insediamento.
Le tutele strategiche rappresentano l'insieme delle salvaguardie del patrimonio storico e dell'ambiente naturale ritenute indispensabile al mantenimento dei caratteri fondamentali e delle risorse essenziali del territorio.
Il Piano Strutturale individua ed organizza le tutele strategiche in relazione alle seguenti categorie di salvaguardia:
- tutela paesistica ed ambientale;
- tutela dei tipi e varianti del paesaggio agrario;
- tutela delle aree agricole speciali;
- tutela geomorfologia ed idrogeologica.
Per unità territoriali organiche elementari si intendono parti di territorio riconoscibili e dotate di una loro relativa autonomia.
Il Piano Strutturale individua le U.T.O.E. in base ai caratteri ambientali, con particolare riferimento ai bacini idrografici, economici, sociali e culturali.
Per ciascuna U.T.O.E. il Piano Strutturale specifica:
- le dimensioni massime ammissibili degli insediamenti;
- il nuovo impegno di suolo;
- le dimensioni minime necessarie delle infrastrutture e dei servizi
di uso pubblico.