Peter Calthorpe
Peter Calthorpe è il consulente scientifico del Piano Strutturale del Comune di
Arezzo.
Sulla base delle risultanze del lavoro di costruzione del quadro conoscitivo di base e della
relazione per l'avvio delle procedure ha stabilito, di concerto con l'Amministrazione,
gli obiettivi del Piano. Ha elaborato, assieme a LDP Associati ed all'Ufficio di Piano,
le linee guida e la mappa strategica del Piano Strutturale, presentata
alla Giunta Comunale nel febbraio 2003.
Peter Calthorpe, di origine inglese, si laurea a Yale a metà degli anni '70.
Sono quelli gli anni del "grande sogno" di una nuova generazione che pensa di poter cambiare il mondo. Peter non � immune alle speranze e le illusioni del suo tempo.
Subito dopo la laurea, diventa Director of Design del Farallones Institute, ed è questo il periodo in cui si conferma come maggiore esperto dell'uso dell'energia solare passiva in architettura.
Grazie a questa sua competenza viene assunto come Project Designer presso il "California Office of the State", e lavora a importanti progetti per complessi architettonici a scala urbana.
Inizia la sua attività privata nel 1978, con lo Studio Van Der Ryn and Calthorpe Associates, dove si occupa principalmente della progettazione di edifici a uso promiscuo (pubblico,commerciale, residenza).
Nel 1983 fonda la Calthorpe Associate, e la sua esperienza di designer e progettista arricchirà in seguito la sua carriera di Urbanista e Planner.
25 anni di esperienza sul campo lo vedono impegnato a realizzare l'antico sogno di rendere più vivibili le città.
Teorico e fondatore del "New Urbanism", ripensa la città (americana) con un approccio del tutto innovativo.
Il News Week Magazine lo annovera tra i 25 "innovatori d'avanguardia" per il suo lavoro di ridefinizione dei limiti dello sviluppo urbano.
Pubblica numerosi articoli, ricerche che illustrano il suo lavoro e anche numerosi libri fra cui :
"Sustainable Communities" insieme a Sim Van der Ryn
"Pedestrian Pocket Book" con Doug Kelbaugh
"The Next American Metropolis"
"Ecology, Community, and the American Dream"
"The Regional City", co-autore William Fulton
Questi ultimi stabiliscono le linee guida per uno sviluppo orientato della città e per il dimensionamento della crescita urbana dal punto di vista sociale, economico, ambientale, della mobilità e della funzionalità.
Ha tenuto corsi e lezioni in tutti gli Stati Uniti, in Europa e in Sudamerica; ha insegnato alla "California Universtity" di Berkley, all'Università di Washington, Oregon e North Carolina. Ha avuto molti riconoscimenti e gli sono stati assegnati numerosi premi e finanziamenti dal " National Endowement for the Arts Grants".
Il suo Studio Associato ha maturato una ampia esperienza nella progettazione a scala regionale di nuove città, di comprensori e di quartieri, di periferie e reti di collegamento sia negli Stati Uniti che all'estero.
Pi� recentemente � stato coautore di un documento sull'uso del territorio per l'Amm.ne Clinton ed � stato nominato membro del Consiglio Presidenziale per lo sviluppo sostenibile.
Ha diretto la progettazione per il "HUD's Empowerment Zone", "Hope VI", e "Consolidated Planning Programs", sottolineando il rapporto fondamentale fra l'utilizzazione del territorio, la mobilità e la progettazione di comunità sociali.
Inizialmente il " New Urbanism" fu definito, non senza scetticismo, come un tipo di pianificazione "neo-tradizionalista", in quanto ispirata a modelli urbani antecedenti al periodo bellico.
La sua applicazione non si rivolgeva esclusivamente alle aree di nuova pianificazione, ma piuttosto ad aree urbane degradate da recuperare e riutilizzare , nell'ottica di rivitalizzare l'edificato esistente e contenere la crescita indiscriminata.
In opposizione allo sviluppo a macchia d'olio della tipica griglia americana, Peter Calthorpe sviluppa il concetto di quartieri e distretti con una loro centralità implicita, dotati di servizi e infrastrutture, progettati possibilmente intorno ad una piazza, dove gli edifici, mai superiori a quattro piani d'altezza, tornassero ad avere facciate prospettiche sulle strade, in alternativa agli ingressi di garage e giardinetti,dove i quartieri non superassero il quarto di miglio come distanza tra il centro e il suo confine, dove la circolazione fosse differenziata non solo tra pedoni, biciclette e automobili, ma anche per intensità di traffico tra le zone abitate e le cinture di collegamento; dove il verde e le aree pubbliche tornassero ad essere patrimonio della collettività.
Un ampio spettro di tipologie edilizie incoraggia la possibilità di far convivere fasce diverse di popolazione, contrariamente alla tendenza americana di creare quartieri destinati solo a una specifica utenza.
Un diverso "mix" di attività, servizi, commercio, terziario ecc. accanto alla residenza, si pone l'obbiettivo di arginare i grandi flussi di traffico e dare un limite alla pendolarità sul territorio.
Il "New Urbanism" ha incontrato poco a poco il favore di Governi locali, architetti, urbanisti, investitori e cittadini , in quanto disciplina vincente per riuscire a incanalare la crescita urbana in una forma fisica pi� consona alla qualità necessaria all'esistenza umana, e meno di rapina nei confronti del territorio e delle risorse.
Freno all'attuazione ed all'adozione dei principi del N.U. sono stati il mercato americano con la sua tendenza a segmentare le fasce di utenza per categorie e alcune normative urbanistiche spesso incompatibili coi principi "olistici" di tale disciplina.
Al di là di questi ostacoli, l'esigenza di uno sviluppo alternativo al dilagare della crescita urbana � andato confermandosi in molte categorie di utenti: pertanto a sostegno di questa domanda, dal 1993, una coalizione di tecnici, esponenti governativi, investitori, si riunisce annualmente in Congresso, per promuovere l'applicazione delle linee guida del N.U.; nel 1996 � stata ratificata la Carta del N.U.
Peter Calthorpe oltrech� fondatore � stato il primo Presidente del Congresso del "New Urbanism".
Combinando le sue "immagini visionarie" alla realtà territoriale, economica e sociale. La sua opera ha riscosso ampi consensi.