Relazione sulle Linee Guida del Piano
di Peter Calthorpe
e
LdP Associati
Obiettivi del Piano Generale per la Città di ArezzoNelle seguenti pagine sono riportate le linee
guida alle quali il nuovo Piano Strutturale
dovrà ispirarsi. Esse rappresentano la base
fondativa degli obiettivi e delle strategie della
pianificazione del Comune di Arezzo per i
prossimi decenni.
All'approfondimento dei concetti esplicitati
dalle linee guida hanno lavorato ad Arezzo
un gruppo di architetti provenienti da diverse
parti del mondo, nell'ambito di un workshop
organizzato durante la settimana dal 1 al 6
luglio 2002, presso l'Ufficio di Piano, con la
collaborazione del gruppo di progettazione.
I risultati di tale lavoro sono riportati in
alcune tavole allegate al presente documento
e rappresentano un patrimonio
di studi, progetti e proposte
che � risultato utile alla definizione
ed ulteriore precisazione
delle linee guida
ed al successivo
lavoro di elaborazione vera e propria del nuovo
Piano.
Il lavoro durante il workshop, � stato orientato
verso obiettivi di carattere generale, derivati
dagli studi preliminari del contesto urbano,
ambientale e culturale della città di
Arezzo. Ciascuno degli obiettivi o delle direttive
principali risulta perci� correlato per molti
aspetti a tutti gli altri. In molti casi
all'implementazione di uno di essi consegue
la realizzazione di altri. Le linee guida proposte
tentano di risolvere, equilibrare e porre in
relazione tali obiettivi con le strategie specifiche
delineate nelle pagine successive.
Nel disegno storico e nella cultura della città di
Arezzo, molti aspetti devono essere preservati ed
arricchiti per mezzo del Piano Regolatore. L'unicità
della struttura urbana, delle sue tradizioni e del paesaggio
costituiscono un quadro vincolante sia per
la crescita che per la sua conservazione. La relazione
esistente tra i suoi centri urbani, il tessuto agrario
preesistente e l'ambiente naturale � straordinaria,
per svilupparla e valorizzarla � necessaria la
massima attenzione. Il disegno urbano del centro
storico � ricco di edifici di grande pregio architettonico
e di beni culturali che non possono essere compromessi
o lasciati deteriorare. I villaggi rurali nel territorio
aperto, cos� come i centri urbani, devono potersi
sviluppare senza perdere l'identità fisica o sociale
che li ha contraddistinti sino ad ora.
Per Arezzo si presenta una grande opportunità:
divenire uno dei principali luoghi di riferimento per
i movimenti turistici in Toscana. La struttura urbana,
la storia, la cultura, il paesaggio naturale e la
sua gente le conferiscono un'identità unica ed importante.
Ma Arezzo � anche una città che vive e
che lavora e non potrà dunque essere soltanto un'attrazione
turistica. E' pertanto della massima importanza
trovare il modo di trarre giovamento dai benefici
economici e culturali del turismo senza per
questo compromettere l'abitabilità della città, il paesaggio
o l'economia.
Molti sono gli aspetti unici della città di Arezzo,
nelle arti come nella tradizione eno-gastronomica,
nell'artigianato come nella storia. Di pari passo con
l'impegno assunto per espandere il turismo in maniera
equilibrata, devono essere sostenute ed ampliate
sia le tradizioni culturali che le strutture che
le supportano. Tali investimenti avranno la doppia
funzione di arricchire la popolazione residente e di
rafforzare lo sviluppo del turismo culturale. Un'economia
diversa potrà essere sostenuta attraverso il
potenziamento del polo Universitario e degli Istituti
di ricerca, e la creazione di nuovi Musei.
Una delle sfide pi� importanti che le città devono
oggi affrontare a livello mondiale � quella dell'automobile.
Nello stesso tempo in cui le auto incrementano
le comodità possono per� compromettere la
dimensione umana, l'abitabilità e percorribilità degli
ambienti urbani congestionando il centro delle
aree metropolitane. Lo sviluppo indiscriminato delle
città, indicato negli Stati Uniti con il termine
"sprawl", colpisce oggi anche le città europee. Anche
Arezzo rischia di non essere immune a tale fenomeno
che comporta generalmente un utilizzo disordinato
dei suoli, la congestione e compromissione
della qualità dei quartieri storici, la trasformazione
generalizzata di terreni agricoli in aree a sviluppo
urbano a bassa densità. Arezzo deve, per evitare
tutto questo, pianificare l'uso dell'auto, non permettendo
che domini lo sviluppo, distrugga il paesaggio
e danneggi il tessuto storico urbano. Un'attenta pianificazione
ed un approccio equilibrato verso modalità
diverse di trasporto pu� contribuire ad instaurare
un maggiore equilibrio tra l'esigenza di utilizzare
le auto, la conservazione e l'ampliamento dell'ambiente
urbano.
Ogni grande città dovrebbe tendere a raggiungere
un corretto equilibrio tra le diverse componenti
della mobilità: trasporti pubblici su ferro e gomma,
trasporto privato veicolare, movimenti pedonali. Per
poter incrementare l'uso dei mezzi pubblici ed offrire
anche l'opportunità di muoversi a piedi sia all'interno
del centro urbano che al di fuori di esso, �
necessario programmare gli investimenti nel settore
dei trasporti pubblici e stabilire adeguati modelli
di utilizzo del suolo. Il concetto di sviluppo finalizzato
all'uso del mezzo pubblico � oggi utilizzato ampiamente
nell'organizzazione dello sviluppo dei centri
urbani pedonabili e ad uso misto, simili ad esempio
alla struttura urbana tradizionale di Arezzo e dei
centri urbani circostanti. Lo sviluppo dei trasporti
pubblici e dei centri abitati risultano in questo caso
tra loro correlati ed interdipendenti. Se si amplia il
numero dei mezzi pubblici disponibili nelle aree a
bassa densità abitativa che privilegiano l'uso dell'auto,
il numero dei passeggeri che li utilizzerà sarà
basso. Se invece si costruiscono quartieri ad uso
misto e ad alta densità senza provvedere ad un adeguato
sistema di trasporto si verificheranno congestioni
del traffico. La strategia di integrazione delle
forme di sviluppo con gli investimenti nel trasporto
pubblico pu� invece rafforzare il centro storico e
creare una struttura razionale per la crescita della
città.
L'edilizia abitativa per una popolazione che si va
diversificando � uno degli obiettivi pi� stimolanti
per la città di Arezzo. La struttura demografica e del
reddito, entrambe in evoluzione, richiedono la disponibilità
di un'ampia gamma di opportunità abitative
in tutta la zona. E' importante che tali opportunità
abitative connotino i quartieri esistenti, siano
in grado di dare un'offerta mista per reddito e fascia
di età e di costituire un ambiente urbano favorevole
ai pedoni ed a coloro che usufruiscono dei mezzi
pubblici preservando il pi� possibile gli appezzamenti
agricoli e gli spazi verdi.
Lo stato di salute del commercio ed il suo livello
di espansione sono per Arezzo di importanza cruciale.
Storicamente, la dimensione industriale della città
ha svolto un ruolo importante nella sua economia e
nella formazione di un'identità. L'economia deve pertanto
essere stimolata e diversificata tramite appropriate
politiche di utilizzo del suolo, miglioramenti
delle aree commerciali esistenti ed investimenti nelle
relative infrastrutture.
La diversità del paesaggio di Arezzo, composto di
montagne come di verdi vallate solcate da fiumi,
costituisce uno straordinario contesto per la città ed
una risorsa ineguagliabile per la sua gente. Preservare
i vari habitat, gli spartiacque ed il sistema degli spazi
verdi e dei terreni agricoli deve essere un
obbiettivo prioritario per il nuovo Piano Regolatore.
L'impatto che ogni nuovo insediamento potrà comportare
sulle risorse essenziali del territorio dovrà
essere valutato attentamente, cos� come dovrà essere
privilegiata la conservazione degli spazi verdi
e del complesso sistema dei collegamenti lungo le
vie d'acqua che si diramano dal centro urbano verso
la parte nord-orientale del territorio fino al parco
fluviale dell'Arno, attualmente con destinazione prevalentemente
agricola. Sviluppare l'economia agricola
di Arezzo nel rispetto delle modalità di evoluzione
del paesaggio naturale � della massima importanza.
Sebbene i centri urbani e le frazioni del comune
siano unici nel loro genere, essi condividono comunque
l'esigenza di uno sviluppo che ne rinforza il carattere,
la scala e l'identità preesistenti. La fornitura
dei servizi necessari e l'ampliamento delle infrastrutture
devono essere realizzate coerentemente
con le esigenze della città, nel rispetto della sua
identità. I nuovi sviluppi urbani dovranno rispettare
il disegno urbano, l'architettura e la forma originaria
e pi� antica di ogni singolo contesto locale.
Il territorio di Arezzo sarà interessato da alcuni
interventi infrastrutturali a scala provinciale e regionale
che verranno a incidere significativamente
sull'assetto viario esistente.
La nuova due Mari, assieme alla bretella SS71
della Provincia, una volta realizzate potranno offrire
ulteriori opportunità di miglioramento nello sviluppo
del territorio. Sarà importante analizzare tutta
la rete viaria esistente , al fine di diversificare i vari
flussi di traffico, separando la circolazione urbana
da quella a pi� vasta scala. L'insieme di questi progetti
si prefigge lo scopo di migliorare il sistema
infrastrutturale e di diminuire l'impatto dei grossi
flussi di traffico sulla città. Essi potranno costituirsi
come elementi ordinatori di una serie di progetti
previsti dal nuovo Piano, in modo tale da poterne
prevedere una loro attuazione coordinata.
Piano Strutturale preliminare per la Città di Arezzo
Uno degli aspetti pi� preziosi della città di Arezzo
� costituto dalla fascia di verde che si estende attualmente
a partire dalla cinta muraria orientale della
città. Per conservare questo aspetto ed ampliarlo in
tutte le direzioni fino a comprendere e proteggere
sia i paesaggi naturali che quelli rurali dovrebbe
essere tracciata una "cintura verde" attorno al centro
cittadino. Il mantenimento di tali aree contribuirà
a proteggere l'unicità della relazione del centro
urbano con la campagna circostante sviluppando una
delle caratteristiche salienti, ma che va rapidamente
assottigliandosi della città di Arezzo. Gli spazi
verdi, le risorse naturali e l'agricoltura dominano
anche altre zone nel territorio del comune, ma la
creazione di una cintura verde, per la vicinanza con
la città e la prossimità di terreni unici nel loro genere,
� di importanza cruciale sia per l'identità che per
la qualità della vita dei suoi cittadini.
L'area tra Via Casentinese e Via Francesco Redi
risulta d'importanza rilevante, rappresentando uno
sfondo paesaggistico immediatamente adiacente al
centro storico della città. L'idea di preservare un
confine rurale che introduca alla città venendo da
nord verrebbe rinforzata dalla cintura verde
ipotizzata. Ad est della Via Casentinese, i terreni
agricoli degradano verso la città e vigneti ed oliveti
costituiscono un altro importante elemento di identità.
Impedire ulteriori considerevoli sviluppi nella
zona consentirà di rinnovare alcune dimore storiche
da adibire ad albergo o piccolo hotel de charme,
che costituiranno un'ulteriore fonte di reddito per
l'infrastruttura turistica già in crescita. Il nuovo collegamento
viario sul lato nord orientale dovrà essere
progettato rispettando il carattere rurale della
zona, contribuendo inoltre a dare forma alla cintura
verde.La crescita dei centri minori situati entro i confini
della cintura verde dovrebbe essere compatta e
circoscritta. I terreni situati ad ovest e a sud costituiscono
altrettanti paesaggi importanti che necessitano
di essere conservati.
Oltre al confine creato dalla cintura verde, una
serie di "vie verdi" dovrebbe penetrare nell'area
urbanizzata per collegarla al centro storico.
Per poter realizzare questo sistema del verde dovrebbero
essere preservate le vie d'acqua esistenti
mentre alcune strade dovrebbero essere arredate
in modo da costituire altrettante vie verdi. Alcuni
esempi di questo tipo di intervento sono la sistemazione
a "viale" di Via Giotto o la riconfigurazione di
via Romana. La sistemazione del torrente Castro,
che si estende all'esterno oltre la circonvallazione,
formando una via verde complementare se sviluppata
ulteriormente con interventi di architettura
paesaggistica, percorsi pedonabili e piste ciclabili.
Infine, la conservazione dello spazio verde a nord e
a est del Duomo, che costituirebbe il pi� ampio e
storico collegamento verde alla città.
La cintura verde proposta preserva il carattere
essenziale sia del centro storico che dei piccoli paesi
circostanti. Tutta l'area metropolitana pu� essere
ripartita in una serie di quartieri distinti, di distretti
commerciali, di un nucleo storico e di paesi limitrofi.
La funzione e il carattere di ciascuno di essi dipende
da una corretta pianificazione urbana e dalla presenza
di confini nettamente distinti. Se ai quartieri
periferici di Arezzo o alle aree commerciali fosse
consentito di svilupparsi indiscriminatamente, il carattere
e l'identità sarebbero minacciati. La cintura
verde proposta riconosce gli sviluppi esistenti, li
razionalizza in quartieri fruibili anche da pedoni ed
in aree industriali e commerciali funzionali. Il confine
dell'area del nucleo urbano � stabilito in modo
da consentire l'espansione, principalmente tramite
edilizia di completamento, proteggendo al contempo
gli spazi verdi ed i piccoli paesi sparsi.
1.1. Articolazione del sistema ambientale
I criteri che dovranno orientare lo studio ambientale
del territorio di Arezzo, terranno conto:
- dell'identità e dei caratteri dei singoli luoghi e le
loro interrelazioni
- degli elementi strutturali del territorio come il
sistema delle acque, delle aree montane e collinari,
e della pianura
- dei "temi guida per la progettazione" quali i segni
d'acqua, le trame storiche e ambientali, le trame
agricole, i margini e i vuoti urbani ecc
- dei criteri di funzionamento del territorio
antropizzato e libero
- del ruolo e delle prestazioni del sistema degli
spazi verdi.
Ad ogni ambito individuato dovrà essere assegnato
un ruolo:
In tutta Europa l'uso delle auto si sta intensificando.
Di pari passo con l'impiego crescente delle auto,
aumentano le congestioni del traffico, la costruzione
di zone commerciali con annesso parcheggio e i
problemi di sosta. Nelle città storiche, la congestione
e gli impatti sono stati assai distruttivi. Molte
città hanno trovato una risposta limitando l'uso dell'auto
nei centri storici. Ma uno sviluppo
indiscriminato delle aree circostanti, orientato all'uso
delle auto, pu� comportare la perdità di quartieri
a misura d'uomo e città ad uso misto.
Arezzo pu� ora scegliere di continuare a svilupparsi
privilegiando l'uso dell'auto o indirizzare i nuovi
sviluppi verso la creazione di quartieri pedonabili,
collegati al centro storico da un nuovo sistema dei
trasporti. La proposta di creare una metropolitana
leggera che utilizzi i binari elettrificati esistenti costituisce
una ricca opportunità per uno sviluppo razionale
ed accessibile. Le aree ove la fruibilità dei
mezzi pubblici � stata sviluppata (Transit Oriented
Development - TOD) possono facilmente accogliere
le istanze di sviluppo della città nel prossimo futuro
e dovrebbero essere privilegiate al momento
di stabilire l'ubicazione dei nuovi insediamenti.
La creazione di una serie di stazioni entro i confini
della circonvallazione, lungo la via di transito proposta
a nord, potrebbe determinare ed orientare lo
sviluppo degli insediamenti esistenti e la creazione
di nuovi. La direzione ovest costituirebbe il collegamento
con la zona industriale e i luoghi di lavoro,
mentre la direzione est servirebbe le aree a sviluppo
pi� maturo. Le tre vie convergerebbero nella stazione
centrale di Arezzo. Inoltre il sistema di metropolitana
leggera potrebbe riutilizzare la
canalizzazione sotterranea situata sotto Via Roma,
consentendo di accedere alle zone pi� interne del
centro storico.
La direzione nord � di particolare interesse giacch�
rappresenta un'opportunità considerevole di sviluppo
all'interno della circonvallazione. Tale opportunità
� complementare ad un altro elemento, la
"cintura verde", poich� pone in secondo piano l'esigenza
di costruire unità abitative e servizi su terreni
agricoli e spazi verdi. I terreni situati attorno alle
prime stazioni del percorso, entro lo spazio racchiuso
dalla circonvallazione, potrebbero accogliere nuove
unità abitative assieme ai necessari servizi.
Come nelle parti pi� antiche della città, in tali
quartieri si dovranno mescolare differenti tipologie
edilizie e relativi servizi in un ambiente urbano a
misura d'uomo.
I piccoli negozi ed i servizi dovrebbero preferibilmente
raggrupparsi vicino alla stazione. Strade, piazze
pubbliche e parchi dovranno essere realizzate
con forme urbane riconoscibili ed edifici che ne definiscano
e connotino i contorni. Lo sviluppo della
fruibilità dei trasporti contribuirà a conservare gli
spazi verdi, a ridurre le esigenze di traffico e di parcheggio
e consentirà una crescita urbana corretta.
Nelle aree servite da trasporto pubblico e in altri quartieri
e distretti storici, il Piano Strutturale dovrà prevedere
una forma di sviluppo urbano che stabilisca un
nuovo orientamento rispetto alla tendenza pi� diffusa e
finalizzata all'uso prevalente delle auto, tipica del periodo
post bellico. Si tratta di seguire un metodo che
supporti sia i pedoni che le auto, pur rendendo merito
alla migliore tradizione storica della città. I principi
progettuali possono essere cos� sintetizzati:
1. I quartieri dovranno essere dimensionati in modo
tale da essere comodamente percorribili a piedi in 10
minuti
2. I quartieri dovranno comprendere destinazioni diverse,
fornendo al contempo un'ampia gamma di piccoli
negozi al dettaglio, aree ricreative, pubbliche e commerciali
3. I quartieri dovranno prevedere un'ampia gamma
di opportunità abitative per utenti diversi per età, dimensione
del gruppo familiare e reddito
4. Gli edifici, le piazze e gli spazi pubblici, dovranno
costituire il centro fisico e sociale di ciascun quartiere
5. I nuovi quartieri dovranno essere a misura d'uomo
e le strade, al loro interno, chiaramente definite.
6. I confini dei quartieri dovranno essere costituiti da
vie verdi e da strade principali.
Il Piano Strutturale dovrà definire il tracciato del
nuovo collegamento viario a nord della città. La soluzione
proposta prevede un percorso stradale che,
spostandosi attorno ai settori est e nord della città,
non comprometta aree troppo estese e non favorisca
nuovi sviluppi incontrollati. Questo tratto di strada
che collega via Benedetto da Maiano, a sud del
centro cittadino, alla Via Casentinese costituisce un
limite logico allo sviluppo di questa zona della città
lungo il suo confine naturale cos� significativo.
Entro i confini delimitati da tale nuovo collegamento
sarà possibile prevedere ulteriori sviluppi, ma
non all'esterno. Nell'area compresa tra Via
Casentinese e Via Da Montefeltro potrebbero essere
infatti create nuove aree di sosta, abitazioni e
servizi.
Se � vero che "la prima impressione � quella che
conta", quella ricevuta dai turisti in arrivo ad Arezzo
dovrà tendere a rafforzare un'identità positiva di città
toscana unica e viva e non comprometterla con
un'identità scarsamente definita, prodotta da uno
sviluppo urbano ed industriale. L'ingresso alla città
e le vie d'accesso utilizzate dai turisti e dai visitatori
devono rafforzare gli aspetti positivi della città, il
suo meraviglioso ambiente rurale, i grandiosi panorami
ed i quartieri storici. L'ingresso attuale dall'A1
lungo il raccordo autostradale offre un buon accesso
per i residenti e per la popolazione occupata della
città, ma per i turisti e gli altri visitatori si possono
immaginare percorsi di accesso diversi ed alternativi.
Proponiamo tre diversi itinerari per i visitatori
che consentirebbero un diverso approccio alla città
al momento dell'arrivo.
A partire dal Raccordo Autostradale, prima di raggiungere
la zona industriale, la via di accesso da
ovest potrà utilizzare alcune vie nuove ed altre preesistenti.
Potrà essere previsto un nuovo segmento
viario a partire dalla proposta intersezione del raccordo
Autostradale con la nuova bretella SS71 fino
all'altezza di via Chiarini, una via di campagna appena
a sud dell'aeroporto, attraversando un tipico
insediamento rurale con vista panoramica sulle montagne
e sulla città in lontananza. Prima di arrivare a
Via Romana, a sud dell'attuale insediamento, il tracciato
potrà allinearsi con l'asse storico di ingresso
alla città.
Questa nuova via d'accesso consentirebbe cos� di
passare gradualmente dall'ambiente rurale a quello
urbano fino alle parti pi� antiche della città. Addentrarsi
nella città attraverso i principali assi storici,
sullo sfondo di una classica via di campagna, comporta
un impatto esteticamente migliore sui visitatori,
capace di riflettere la vera identità della città di
Arezzo.
Arrivando da nord lungo la Via Casentinese, si
assiste ad un simile avvicendarsi di scenari rurali ed
urbani. La via confluisce direttamente nel parcheggio
ampliato, adiacente al nuovo accesso nord alla
città ancora in costruzione nella zona di porta Stufi.
Anche con il nuovo sistema di trasporti, le aree di
parcheggio nei pressi del centro storico continueranno
a rappresentare un obbiettivo significativo ancora
da raggiungere. Strutture di parcheggio opportunamente
dislocate e ben distribuite sono ancora
necessarie per i residenti, i lavoratori ed i visitatori.
Alcune delle aree di sosta esistenti sono ubicate in
zone logisticamente di difficile accesso o mal segnalate.
Altre sono semplicemente
sottodimensionate, mentre i parcheggi preesistenti
dovranno essere ampliati e dotati di servizi per accogliere
il previsto incremento del flusso turistico.
Per la soluzione dei problemi di parcheggio � di
fondamentale importanza l'ubicazione strategica
delle aree di sosta e la facilità ad accedervi. Attualmente
il traffico attorno alle mura cittadine � congestionato
soprattutto in prossimità di via Francesco
Petrarca. Al fine di ridurre il traffico in questo
incrocio cos� congestionato e rimpiazzare i parcheggi
lungo le mura, il Piano dovrà prevedere la trasformazione
delle attuali aree di stoccaggio delle merci
ubicate ad ovest della stazione ferroviaria in una
nuova area di sosta provvista di un accesso diretto
da via Piero della Francesca.
Con questa operazione non solo si aggiungeranno
parcheggi dotati di facile accesso, situati nel centro
cittadino, ma anche si decongestionerà il flusso del
traffico alle intersezioni. Questo nuovo collegamento
viario consentirà un accesso pi� diretto da e per
la circonvallazione e l'autostrada A1, migliorerà e
semplificherà l'accesso alla struttura esistente del
parcheggio Baldaccio usufruendo del sottopasso sotto
Via B. D'Anghiari. La quantità di traffico deviato
dall'intersezione potrà consentire la riconfigurazione
dell'area e sviluppare un ambiente fruibile dai pedoni
anche in questo ingresso di importanza cruciale
per la città.
Inoltre, la costruzione del nuovo parcheggio in
prossimità dell'area di stoccaggio merci consentirebbe
di liberare i parcheggi lungo le mura e di creare
nuovi giardini e parchi lungo aree particolarmente
significative della cinta muraria, ristabilendo
uno sfondo appropriato per le merlature storiche.
La sostituzione con parchi delle attuali aree di sosta
ubicate lungo le mura svolge un ruolo essenziale
nell'articolare il confine storico della città, ravvivando
le zone di maggior pregio artistico e costituendo
un confine verde continuo per la città.
I dettagli degli spazi pubblici possono sia accentuare
l'identità globale della città come comprometterla.
La qualità ed il carattere della città dipendono
da un alto livello dei dettagli e dalla continuità dell'arredo,
dell'illuminazione stradale e degli interventi
di architettura paesaggistica. Senza creare "falsi
temi" la città necessita di un approccio consapevole
per la gestione degli spazi pubblici.
Entro le mura storiche cittadine, marciapiedi, illuminazione
stradale e piazze necessitano di miglioramenti
e restauri. Aspetto ancora pi� importante,
l'illuminazione delle strade limotrofe alle relative
piazze deve essere coordinata e continua. L'illuminazione,
la pavimentazione stradale, le panchine e
il paesaggio urbano dovranno essere studiate al fine
di conferire alla città un aspetto pi� aperto e invitante.
All'esterno della cinta muraria, alcune strade e
quartieri dovrebbero esser oggetto di studi particolari
e di dettaglio che il nuovo Piano dovrà governare.
Tale riprogettazione dovrà essere ispirata al miglioramento
generalizzato dell'ambiente urbano e
delle sue attrezzature. Inoltre, l'aumento dello spazio
disponibile potrebbe ospitare aree di sosta localizzate
lungo la strada oltre che nelle vie secondarie.
Molte altre zone di interesse storico situate attorno
al centro città potrebbero beneficiare di un
simile trattamento.
Infine, l'area industriale attorno a Via Calamandrei
trarrebbe giovamento da investimenti nell'arredo
urbano, nell'architettura del paesaggio e nell'illuminazione.
Sebbene sia una zona industriale, l'area
necessita di miglioramenti poich� continuerà ad essere
sia un ingresso significativo alla città che un
motore economico per gli investimenti. La città potrebbe
inoltre essere in grado di rinnovare e
riutilizzare alcuni edifici privati. La qualità delle strade
e delle aeree paesaggisticamente migliorate pu�
giocare un ruolo pilota per nuovi investimenti privati
e interventi di ripristino.
Il sistema produttivo aretino sta attraversando
negli ultimi decenni un forte processo di trasformazione.
Tali modificazioni influiscono anche sull'assetto
urbanistico della città, in particolare nella vasta
area compresa tra la linea ferroviaria per
Sinalunga e la Via Fiorentina. Questa parte di territorio
� stata investita intorno agli anni '60 dal fenomeno
d'industrializzazione diffusa che ha caratterizzato,
al pari d'altre situazioni, anche il territorio
aretino. Qui trovano originariamente posto alcune
industrie (il Fabbricone), "espulse" dalle primitive
posizioni perch� non pi� "compatibili" con la nuova
parte urbanizzata della città che negli stessi anni,
discendendo la collina, si stava ampliando verso sud
e sud-ovest, occupando ampie aree pianeggianti e
venendo in contatto con altre attività e grandi funzioni
l� localizzate.
Tale fenomeno di "prossimità" tra aree produttive
e residenza si � ripresentato, con connotati diversi,
all'inizio degli anni '80. In concomitanza dei processi
di trasformazione abbastanza profondi, in particolare
del settore industriale, tale "prossimità" ha
favorito e forse sollecitato un consistente fenomeno
di terziarizzazione d'ampi comparti industriali.
In alcune parti dell'area industriale aretina oggi
troviamo del tutto compiuta tale riconversione che
forse, nei fatti, ha impedito il formarsi d'aree
dismesse, limitando quest'ultimo fenomeno ad alcune
situazioni puntali, riferite a singoli manufatti e
non a parti di territorio.
La "mixit�" funzionale, presente principalmente
nell'area industriale di Pescaiola e rintracciabile anche
in altre aree a destinazione produttiva, rappresenta
indubbiamente un'interessante risorsa. Il Piano
Strutturale dovrà affrontare il problema della compatibilità
tra funzioni diverse come ad esempio quella
residenziale con quella produttiva, migliorare la qualità
degli spazi pubblici, dare risposta al problema
della sosta, dell'accessibilità e dell' "ospitalità" complessiva
dei luoghi indispensabili alle attività commerciali.
Tali considerazioni portano a ritenere necessaria
una differenziazione, seppur contenuta, tra le singole
parti delle aree industriali, immaginando progetti
specifici che possano caratterizzare quelle aree
dove incrementare la polifunzionalità. Allo stesso
tempo altri parametri prestazionali dovranno invece
caratterizzare quelle aree, magari limitrofe, nelle
quali concentrare quasi esclusivamente le attività
produttive vere e proprie.
Un'altra risposta del Piano dovrà riguardare gli
aspetti tipologici, direttamente legati alle considerazioni
in precedenza svolte. Il "mix" di funzioni,
infatti, pone problemi riguardanti l'individuazione di
nuove tipologie edilizie in grado di fornire risposte
efficienti al tema della presenza simultanea di pi�
funzioni in uno stesso edificio o in un complesso
d'edifici. Si pensi ad esempio al tema della
commistione produzione/residenza che già in passato
ha avuto risposte concrete, forse per� oggi non
pi� riproponibili, almeno negli stessi termini.
Alcuni progetti specifici dovranno affrontare come
detto il tema della riqualificazione (riproposizione)
delle parti ad uso pubblico: strade, parcheggi, percorsi
pedonali, ma anche giardini, spazi di relazione,
ecc. La relativamente bassa densità presente
nella maggior parte delle attuali aree industriali lascia
discreti margini d'intervento. Tale possibilità potrebbe
concretarsi in un vasto progetto di "rinnovo
urbano" di parti di città generalmente trascurate e
con livelli di qualità urbana notevolmente scarsi.
Infine il tema dell'accessibilità, inteso sia come
approdo dall'esterno verso le diverse aree, sia come
mobilità interna alle aree stesse. Quest'ultimo aspetto
dovrà rivestire un ruolo importante nella
riqualificazione delle parti a funzione mista. La difficoltà
di spostarsi, di "trovare" le cose pu�, infatti,
costituirsi quale elemento negativo fino a scoraggiare
l'utilizzo commerciale delle aree stesse.
9.1. Le grandi attrezzature urbane
Arezzo dispone di una serie di luoghi deputati ad
accogliere grandi funzioni che richiamano interesse
anche (ed in alcuni casi soprattutto) al di fuori dei
propri confini comunali: lo Stadio, l'Ospedale, l'Università,
il Tribunale, alcuni uffici Pubblici.
Non sempre la loro ubicazione � frutto di una riflessione
complessiva sulla struttura urbana ma,
magari, di valutazioni parziali che si sono basate in
passato su istanze indifferibili ed opportunità contingenti.
Chiaramente la loro collocazione sul territorio
pone sul tavolo questioni di carattere generale
quali l'accessibilità delle aree, la loro relazione rispetto
alle grandi arterie di comunicazione (strade,
autostrade, ferrovie) ed al sistema generale dei trasporti
pubblici e comporta valutazioni in merito alle
possibili "sinergie" che tali attrezzature possono innescare
con altre e diverse strutture urbane.
Le grandi attrezzature urbane, fanno parte di un
pi� ampio sistema di luoghi, cosiddetti "centrali" in
quanto ambiti essenziali di riferimento per la collettività.
Sono i luoghi dell'identità collettiva, gli spazi
dedicati agli scambi sociali (dove ci si incontra, dove
si parla, si passeggia, si soggiorna). Essi corrispondono
alle piazze, alle principali strade pedonali, al
"corso", ma anche ad importanti edifici quali le Chiese,
i Teatri, gli Ospedali, il Mercato; nella città contemporanea
essi diventano grandi giardini pubblici,
parchi urbani, attrezzature sportive, centri commerciali,
musei e strutture espositive. Spesso risultano
delle vere e proprie emergenze architettoniche capaci
di costituirsi quali elementi di riferimento importanti
anche per orientarsi nel tessuto urbano.
Nella città antica i "luoghi centrali" corrispondono
alle sequenze di spazi ed edifici che si identificano,
nella memoria collettiva, con l'immagine stessa della
città.
Corretta ubicazione, particolare relazione con la
sequenza degli spazi aperti, qualità architettonica,
funzionalità, riconoscibilità e forte identità figurativa,
sono gli elementi che caratterizzano le grandi
attrezzature urbane: questo dovrebbe valere anche
per le strutture della città contemporanea. Una riflessione
tecnicamente pertinente sulla loro localizzazione
non pu� prescindere da un "piano complessivo"
e strategico di riferimento, che trova un ambito
ideale negli studi per il nuovo Piano Strutturale.
9.2. La cittadella dello sport
L'area che oggi comprende il pi� vasto raggruppamento
di impianti sportivi esistente in città, si
estende nella zona est della città , dal quartiere
Giotto fino a lambire le pendici della collina di San
Cornelio.
Le attrezzature sportive esistenti comprendono
lo stadio comunale di calcio, un centro tennistico
privato,,una piscina comunale, un campo da baseball
e softball, campi da calcio minori, campo da rugby,
un bocciodromo. E' in procinto di essere costruita
qui la nuova piscina comunale, che si affianca a quella
esistente ed � previsto lo spostamento in quest'area
del Campo Scuola, attualmente ubicato alle
spalle del Centro Affari, lungo la tangenziale.
L'area � posizionata in prossimità del futuro collegamento
della Due Mari, e quindi facilmente accessibile
dall'esterno della città, senza che il traffico
indotto da manifestazioni sportive debba necessariamente
interessare il resto della città.
Attualmente lo stadio comunale ospita ogni anno
la manifestazione Arezzo Wave, la cui presenza �
molto controversa, sia per l'esponenziale crescita
dell'affluenza di pubblico che si � verificata negli
ultimi anni, sia per i disagi che si vengono a creare
agli abitanti delle zone limitrofe durante lo svolgimento
del festival. Il trasferimento di questa manifestazione
ad altra ubicazione � oggetto di attenzione
e di studio.
La zona si presta comunque ad essere potenziata
con la realizzazione di ulteriori attrezzature, sia
sportive che di servizio e una revisione delle attrezzature
attuali, ipotizzando un raggruppamento di "
qualità".
Pi� specificatamente l'area potrebbe trovare una
definizione precisa, essere ridisegnata nei suoi confini
e connotata come una vera e propria "citta della
dello sport", adottando elementi tipologici di
arredo,inserendo pi� verde, usando una segnaletica
mirata, e realizzando strutture di collegamento e
di completamento che la definiscano come tale.
Alcune strutture ricettive, che possano offrire ospitalità
a costo contenuto, potrebbero integrare attività
sportive ed attività ricreazionali e offrire opportunità
differenziate alla domanda turistica.
Infatti l'area potrebbe sfruttare la sua contiguità
con la collina di San Cornelio, già destinata a parco
archeologico per la presenza di rovineetrusche, e
coniugare cos� anche altre funzioni.
L'area potrebbe essere interessata da alcuni interventi
di messa in sicurezza idraulica del territorio,
quali l'ipotizzata deviazione del Castro nel
Vingone. Tale intervento, che � stato oggetto di uno
studio commissionato dall'Amministrazione Comunale,
prevede la sistemazione anche paesaggistica
del percorso dell'alveo, che verrà a lambire questa
zona al suo limite nord , in modo da permettere un
collegamento con gli itinerari pedonali e le piste
ciclabili che interesseranno tutta la rete dei corridoi
ecologici, che avranno la funzione di stabilire continuità
tra la città e lo spazio aperto del territorio
circostante, e di collegarsi al pi� ampio sistema dei
Parchi di tutto il territorio aretino.
Arezzo pu� e deve cogliere la grande occasione
rappresentata dallo studio del nuovo Piano, per inserirsi
a pieno titolo nel mercato turistico. Tutti gli
interventi che migliorano la città e la vita dentro la
città, influiscono infatti positivamente sull'offerta turistica
e sui turisti.
Gli strumenti della pianificazione urbanistica pongono
le basi per costruire ci� che in futuro rappresenterà
il nuovo prodotto turistico vendibile, ne indicano
le direzioni di sviluppo, se necessario possono
dimensionare o qualificare i flussi turistici, anche
in relazione ai bisogni dei residenti e delle imprese.
Arezzo � già un prodotto turistico articolato, in
parte ancora da valorizzare, certamente da specializzare.
Convivono dentro la stessa città almeno
quattro anime: la città degli affari e dei convegni, la
città culturale, la città degli eventi e, pi� timidamente,
la città verde.
Ognuna di queste anime, deve convivere con le
altre e deve, insieme alle altre, rafforzare l'identità
di Arezzo come Città Ospitale.
Il fattore ospitalità di una città � normalmente
relegato alla dimensione umana: l'accoglienza degli
albergatori, la gentilezza dei camerieri, la disponibilità
degli addetti all'informazione. Nella città Ospitale
l'accoglienza deve invece essere strettamente
collegata agli aspetti strutturali: la facilità di
raggiungiungimento, per esempio, la bellezza e l'armonia
estetica, la tipicità dei luoghi e delle botteghe.
Vi sono pertanto sia elementi complessivi di
gradevolezza della città e di qualità della vita, sia
specifiche scelte alternative tra destinazioni d'uso,
sia soprattutto elementi di fondo nella definizione
delle strategie di sviluppo che, partendo da considerazioni
economiche e sociali, si riflettono sulla forma
e sulla funzione urbana.
In generale, � evidente che moltissimi elementi
accomunano la qualità per i residenti a quella per
gli ospiti. Non di meno, i grandi attrattori di non
residenti (vedi per tutti gli spazi congressuali) rappresentano
altrettanti punti di forza di una politica
di disegno della città attenta alle ragioni della produzione
di reddito ed ad una deversificazione dell'offerta
distribuita nell'arco delle varie stagioni.
Le città italiane, in particolar modo quelle toscane,
hanno una grande immagine e sono una sorta di
grande impresa in un grande gruppo produttivo, l'Italia
turistica.
Ognuna di loro rappresenta almeno un prodotto,
una destinazione pi� o meno forte. Per questo esiste
attualmente una forte concorrenza per accaparrarsi
funzioni, imprese chiave, settori e comparti strategici
e a questa concorrenza contribuiscono certamente
le politiche per la qualità della vita e di tutte
le facilities che la caratterizzano.
L'obiettivo della città ospitale � prendersi cura,
fare stare bene chi la usa.
La città ospitale si configura come un sistema che
celebra da un lato l'importanza delle qualità al plurale
e cio� dei vari componenti del sistema, dall'altro
la pluralità dei significati della qualità, che devono
estendersi da una concezione prevalentemente
applicata alla capacità prestazionale (l'efficienza)
verso una qualità che ricomprenda l'insieme delle
esigenze del territorio e del mercato, che potremmo
riassumere in cinque "qualità" essenziali:
- efficienza prestazionale
- sostenibilita' ambientale
- valorizzazione dell'identità
- accessibilità
- sicurezza strutturale, sicurezza di lavoro, sicurezza
territoriale.