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Il presente documento stabilisce le regole necessarie a definire un corretto interscambio di informazioni geografiche omogenee provenienti da fonti diverse; indica inoltre le linee guida che il SIT-SI decide di seguire per gestire i dati interni all'Amministrazione. Queste regole si applicano ad ogni archivio tematico esistente o successiva all'attivazione del SIT-SI, permettendone, dunque, la completa integrazione.
Viene inoltre dettagliatamente discusso il percorso che deve essere seguito per giungere ad un archivio tematico ben strutturato, dapprima elencando i passi da seguire (descrizione, modello concettuale, modello logico e metadato), poi descrivendoli approfonditamente, definendone il significato e il formato da rispettare.
In questo contesto, il SIT-SI è garante per la struttura e il contenuto dell'informazione, operando in due modalità distinte: da supervisore per fornitori che decidono di analizzare e quindi produrre un archivio tematico già formattato secondo le specifiche dettate, o analizzandolo direttamente, acquisendolo in maniera propria. Seguirà dunque una descrizione delle procedure da seguire in entrambi i casi.
Il documento si conclude con la definizione dei domini cartografici e con le informazioni necessarie alla compilazione degli archivi tematici, i formati dei files gestibili dal SIT-SI e le modalità di digitalizzazione degli elementi geometrici.
Per giungere alla produzione di un archivio tematico corretto, il SIT-SI stabilisce un percorso con il quale, partendo da un concetto generale, si giunge ad un massimo livello di dettaglio, attraverso quattro fasi fondamentali, corrispondenti ai successivi paragrafi.
Queste fasi non vanno intese come raffinamenti successivi, ma come strutture complementari, che forniranno ognuna, nel proprio formato, un diverso aspetto dell'archivio tematico e solo nel loro insieme formeranno la descrizione completa.
Questa descrizione preliminare definisce quali dati formeranno l'archivio tematico e quali interventi saranno possibili su di esso. Devono essere evidenziati gli attori e i casi d'uso che interesseranno l'archivio e le applicazioni che interagiranno con esso.
Questa discussione deve terminare con la produzione di un documento in formato Word da allegare all'archivio.
Riassumendo, il documento dovrà coprire i seguenti punti:
Il modello concettuale deve descrivere, tramite un set ridotto dell'UML, l'archivio e le componenti che lo definiscono, evidenziando le relazioni e le dipendenze che esistono tra di esse.
L'archivio tematico deve essere suddiviso in CLASSI di oggetti e rappresentato, per mezzo di software appropriato tipo Microsoft Visio, in un ambiente grafico.
L'interpretazione del modello concettuale serve a creare la definizione dei temi e delle tabelle che costituiranno il modello logico.
Il modello logico descrive la trasposizione del modello concettuale, effettuata tenendo conto delle strutture dati di riferimento per la memorizzazione delle informazioni.
Il documento prodotto in questa fase dovrà essere un testo in formato Word con la descrizione dei campi presenti in ogni classe definita dal modello concettuale.
Nelle sezioni successive del presente documento verrà definito un formato per la definizione del modello logico.
L'ultima fase della definizione dell'archivio tematico, consiste nella creazione del metadato. Questo nuovo elemento conterrà tutte le informazioni utili per la valutazione delle caratteristiche dei dati cartografici, della loro qualità e reperibilità e descriverà anche eventuali limitazioni al loro uso, ecc.
Data la scelta di creare un set di informazioni derivato dagli standard in uso (CSDGM, Public Core, CEN/TC 287, ecc.), il software per la creazione del metadato sarà messo a disposizione dal SIT-SI. Il file XML risultante sarà comunque compatibile con i programmi di gestione di metadati in corso.
Un modello concettuale è organizzato in vari modelli delle classi, ciascuno finalizzato alla descrizione di uno specifico aspetto del problema.
Ogni modello delle classi è descritto secondo la notazione UML, corredato da un breve commento sul significato generale del modello e, ove necessario, dalla definizione di ciascuna classe.
Oltre alle classi ed alle relative strutture di classificazione e di relazione, sono evidenziati in apposite etichette, con descrizione racchiusa da parentesi graffe, i vincoli principali (constraints). Dovrà anche essere specificata la cardinalità delle relazioni tra le classi (es. 1 a 1, 1 a molti, ecc.).
L'UML (Unified Modeling Language) è una metodologia generale per modellare sistemi di qualsiasi tipo.
Prevede la realizzazione di vari diagrammi che descrivono sia gli aspetti strutturali che quelli comportamentali del sistema in oggetto. Si hanno così Diagrammi delle classi (utilizzati nel presente documento), dei casi d'uso, di stato, di attività, ecc.
Le specifiche UML prevedono una complessità d'uso che va al di là degli scopi del presente documento. D'altra parte, vista la flessibilità di questo metodo che si sta affermando come standard di documentazione tecnica grazie anche ai vari software che lo implementano, si è ritenuto utile utilizzarlo almeno per una piccola porzione delle sue potenzialità, allo scopo di formalizzare alcuni aspetti chiave delle banche dati descritte. E' stato scelto così di utilizzare uno dei formalismi previsti, cioè i Diagrammi delle Classi, per descrivere sia gli aspetti concettuali salienti dei vari tematismi sia l'implementazione scelta per trasferire l'aspetto concettuale in quello logico.
Dato che il documento indica delle prescrizioni in termini di dati e non di metodologie o architetture software, i modelli adottati sono di tipo statico, ossia descrivono le caratteristiche delle singole classi di oggetti e le loro relazioni in un determinato momento, senza indicare nessuna interazione tra di essi che abbia una valenza temporale.
Per comodità si riportano i formalismi grafici previsti dall'UML per i Diagrammi delle Classi ed utilizzati nel presente documento.




Nel modello logico devono essere descritti gli archivi e le tabelle da realizzare e gli attributi a loro associati. Per convenzione è riportato, per gli archivi geografici, un campo denominato "GEOMETRIA" corrispondente alla componente geografica dell'elemento.
Nella descrizione generale di ciascun modello logico devono essere riportate, in linguaggio naturale, le definizioni degli oggetti principali.
L'utilizzo di un GIS permette di estrarre, in modo automatico, da oggetti di tipo cartografico un'ampia serie di informazioni relative sia all'oggetto stesso (lunghezze, superfici, punti baricentrici, ecc.) che a relazioni spaziali tra elementi diversi. Pertanto alcune informazioni derivabili direttamente dagli elementi cartografici non sono state riportate come attributi, ma sono "incapsulate" nell'attributo "GEOMETRIA".
L'Archivio può essere sia un archivio cartografico che una tabella di database; nel primo caso si utilizzerà, nel descrivere la struttura tabellare relativa, il termine "Tema", riservando il termine "Tabella" alle entità senza componente cartografica.
In entrambi i casi per ciascun archivio dovranno essere riportati, oltre alla descrizione generale, gli attributi che lo compongono e cioè:
La descrizione degli attributi di ciascuna classe è elencata in un'apposita tabella dove sono espresse le seguenti informazioni:
| A | Alfanumerico; stringa di caratteri composta indifferentemente da lettere e caratteri alfanumerici. Lunghezza descrive il massimo numero di caratteri ammesso. Ove non diversamente indicato i campi testo devono essere allineati a sinistra, senza spazi bianchi davanti. |
| N | Numerico; valore numerico, intero o decimale. Lunghezza descrive il massimo numero di cifre ammesse, compreso il punto di divisione delle cifre decimali e l'eventuale segno "-" per i valori negativi. Decimali indica il massimo numero di cifre ammesse a destra della virgola; se =0 o omesso indica che l'attributo può contenere solo numeri interi. |
| D | Data; valore data indicante giorno, mese e anno scritto nel formato gg/mm/aaaa. |
| G | Geometria. Questo tipo indica che l'attributo contiene la componente geografica dell'elemento, ossia le informazioni necessarie alla sua rappresentazione cartografica. Tra parentesi viene indicato il tipo di geometria ammessa, scelto tra i seguenti:
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| C | L'attributo è un codice identificativo dell'elemento definito stringa alfanumerica o come INTERO LUNGO maggiore di 0. È un progressivo relativo agli oggetti della stessa classe. Nella numerazione dei progressivi sono ammessi dei vuoti, quindi il massimo trovato in banca dati non indica anche il numero complessivo degli oggetti. Possono essere codici forniti con i dati esistenti o introdotti successivamente per creare un link tra Tema e Tabella. |
È obiettivo del SIT-SI realizzare e mantenere un repertorio che sia accessibile tramite Internet/intranet garantendo l'accesso all'informazione senza limitazioni (eventualmente soggetto a controlli) e garantendo un processo di aggiornamento.
È di fondamentale importanza che nel Repertorio siano presenti tutte quelle informazioni utili per la valutazione delle caratteristiche dei dati cartografici, della loro qualità e reperibilità, di eventuali limitazioni al loro uso, eccetera. Infatti il Repertorio non dovrà contenere i dati stessi, se non come campioni per aree limitate o per specifici casi, ma piuttosto tutte le informazioni utili a caratterizzarli e renderne agevole il recupero da parte di un utente interessato. Questo risultato si ottiene solamente mediante la pubblicazione, per ogni insieme di dati cartografici, dei relativi metadati, o descrittori dei dati. Queste informazioni dovranno permettere di valutare, nella maniera più oggettiva possibile, le caratteristiche dell'archivio tematico originale, in modo da valutarne l'applicabilità agli scopi individuati.
L'applicazione dei metadati va assai oltre il campo dell'informazione geografica (viene infatti ampiamente applicata nel settore della catalogazione libraria, della multimedialità, ecc.) ma in questo settore presenta una serie di caratteristiche peculiari, dovute alla specificità dell'informazione geografica, che hanno spinto i diversi Enti di standardizzazione e di ricerca a proporre delle soluzioni non sempre coerenti tra loro. E' infatti di fondamentale importanza non solo la creazione di metadati aderenti ad uno standard più o meno riconosciuto o diffuso, ma anche la loro accessibilità e fruibilità: insiemi di metadati anche assai completi ed estesi ma non accessibili da parte del potenziale utente, o accessibili con difficoltà, inficiano lo scopo della loro realizzazione.
È importante che lo schema scelto non sia troppo complesso: ciò comporterebbe una scarsa utilizzazione da parte degli utenti del Repertorio, sia fornitori sia utilizzatori dei dati.
Come anticipato, esistono numerosi standard già consolidati od in via di elaborazione, anche se la loro diffusione non è effettivamente legata al grado di standardizzazione.
Molto recentemente l'interesse si sta spostando verso quegli standard, come quello l'FGDC negli Stati Uniti o l'ANZLIC in Australia, che già ora permettono di trasformare il loro contenuto in pagine HTML o XML e che esplicitamente prevedono di essere coerenti con gli standard dei motori di ricerca su Internet, come lo Z39.50.
I fattori che vanno considerati per valutare appieno l'applicabilità di uno standard di metadati, sono:
Il formato di metadato utilizzato dal SIT-SI, deriva dallo standard FGDC-CSDGM, ed è suddiviso nelle seguenti sezioni principali:
Come detto in precedenza, il SIT-SI fornirà un proprio software integrato nel SIT e accessibile via web, tramite il quale saranno compilati i campi previsti. L'analisi successiva del metadato creato potrà essere effettuata anche con molti tra i software reperibili in rete.
Nell'introduzione del presente documento si è accennato alle due soluzioni possibili per la creazione dell'archivio tematico; di seguito vengono analizzate in dettaglio le fasi che compongono questi percorsi.
Quando il SIT svolge il ruolo di organo di supervisione, inizia un rapporto di scambio informazioni con il fornitore che propone il dato.
In questo caso, il rapporto del SIT con terzi, si limita ad una fase istruttoria, durante la quale si prende atto delle specifiche che l'archivio tematico dovrà avere.
La cartografia di base, non si limita ai confini comunali, ma fornisce un ulteriore dettaglio utile alla creazione degli oggetti sulla mappa. Si completa infatti con elementi catastali e con la Carta Tecnica Regionale, inoltre saranno presi in considerazione anche tutti quegli elementi ritenuti opportuni a seconda della tipologia di archivio sul territorio.
I criteri specificati in questo documento sono generali (forniscono cioè un insieme di modalità operative valide per qualsiasi elaborato cartografico) e saranno dettagliati dai responsabili del SIT in funzione degli specifici tematismi da elaborare.
Lo scopo di tali criteri è di orientare eventuali consulenti esterni, che scegliessero di produrre autonomamente un elaborato cartografico, alla predisposizione e restituzione di materiali direttamente collegabili con il SIT, evitando quindi il più possibile operazioni di interpretazione o ridisegno.
1. L'elaborazione di temi, fenomeni e progetti spazialmente localizzabili che possono essere rappresentati cartograficamente tramite aree perimetrabili, deve essere effettuata con le tecniche proprie della cartografia numerica, di tipo vettoriale, con la precisione propria della scala di rappresentazione della cartografia, seguendo logiche GIS coerenti con quelle del Sistema operante nel Comune. In linea di massima e per quanto riguarda la strutturazione della base dati geografica ciò vale anche per temi, fenomeni e progetti spazialmente localizzabili e rappresentabili cartograficamente tramite elementi lineari (archi) composti in strutture reticolari e/o elementi puntuali inclusi nelle suddette strutture ovvero rappresentanti entità a sé stanti. Tuttavia, essendo la natura degli oggetti geografici rappresentabili per mezzo di strutture reticolari e/o puntuali estremamente varia, occorrerà attendere la definizione degli specifici tematismi per fornire indicazioni di dettaglio.
2. Il prodotto finale può essere ottenuto in maniera originale (restituzione fotografica, fotogrammetrica, video, ecc.) o derivata (digitalizzazione, scannerizzazione, ecc.) ma dovrà sempre essere integrabile nella CTR numerica (o suoi derivati); quindi, in ogni caso, il sistema cartografico di riferimento è quello Gauss-Boaga e l'approssimazione geometrica è quella della CTR e comunque le nuove entità dovranno essere congruenti con le entità presenti nella CTR sia in planimetria che in altimetria.
1. Ogni carta potrà essere costituita da uno o più tematismi.
2. Ogni tematismo dovrà essere congruente con la topologia definita per la CTR numerica e usata quale base dal Comune. Verranno date indicazioni, volta per volta, sul modo in cui si dovranno integrare i nuovi dati sulla base di riferimento.
3. Ogni tematismo dovrà essere congruente (sia geometricamente che topologicamente).
4. Se più tematismi coesistono nella stessa carta, gli stessi dovranno essere congruenti (ognuno con tutti gli altri) sia geometricamente che topologicamente.
5. Il Comune si riserva (qualora ciò fosse necessario alla corretta gestione del proprio sistema informativo nel suo insieme) di verificare, secondo criteri da esso definiti, le congruenze fra tematismi aventi origine diversa e di indicare, nel caso, gli opportuni criteri di integrazione a cui gli stessi tematismi si dovranno attenere.
6. Ad ogni tematismo dovrà corrispondere un solo tipo di entità.
7. Ogni tipo di entità dovrà essere composto da un insieme di istanze di entità riconducibili ad un solo tipo geometrico fondamentale.
8. Gli elementi geometrici fondamentali sono il punto, la linea e il poligono.
Elementi puntuali: rappresentano punti o elementi a simbologia puntuale. La componente geografica di ogni elemento è quindi espressa da una sola coppia di coordinate.
Elementi lineari: rappresentano linee o elementi a simbologia lineare anche complessa. La forma di ciascun elemento è rappresentata da una serie ordinata di coordinate (minimo due) che descrivono una polilinea, ossia una spezzata che unisce nell'ordine tutti i punti della serie.
Elementi areali: rappresentano aree delimitate da un elemento lineare che ne identifica il confine. Le aree sono definite da una poligonale chiusa che individua e delimita porzioni di superficie di cui costituisce il contorno. Le aree possono presentare al loro interno delle "isole", definite anch'esse da una poligonale; in tal caso l'area ha un "contorno esterno" ed uno interno".
10. Ogni singola istanza di entità dovrà essere dotata di un identificatore che ne permetta l'individuazione sia nell'ambito del tipo di entità a cui appartiene che nell'ambito dell'insieme dei tipi di entità costituenti la carta. Tale identificatore dovrà essere interno al file grafico ed essere costituito da uno o più caratteri alfanumerici leggibili come tali dal software di elaborazione grafica al fine di poter effettuare i collegamenti tra gli elementi grafici del disegno e gli elementi alfanumerici di un database esterno contenente le caratteristiche dell'istanza di entità.
11.Ad ogni tipo e ad ogni istanza di entità dovranno essere associati tutti gli attributi necessari ad una loro (del tipo e dell'istanza) corretta collocazione nell'ambito delle analisi e della gestione dei tematismi rappresentati.
12.Gli attributi associati ai tipi ed alle istanze di entità dovranno essere strutturati in tabelle in cui ad ogni riga corrisponda un tipo (se la tabella contiene dati sui tipi) o un'istanza di entità e ad ogni colonna uno specifico attributo; ogni tabella dovrà essere opportunamente documentata da uno schema che ne descriva i contenuti al dettaglio del singolo attributo (tipo, lunghezza e valori assegnati se il tipo di attributo è enumerato).
13.I dati alfanumerici tabellari dovranno essere immediatamente associabili alla loro rappresentazione geometrica numerica (e cioè al disegno che ne rappresenta le proprietà geometriche e topologiche) per mezzo dell'identificatore di cui al precedente punto 9.
1. Per ogni poligono (sia o meno una istanza di entità appartenente al tipo geometrico poligono) il primo e l'ultimo punto della poligonale chiusa che lo rappresenta dovranno coincidere, anche se appartenenti ad archi diversi.
2. Per ogni istanza di entità appartenente al tipo geometrico poligono dovrà essere individuato un centroide (del tipo geometrico punto) che servirà alla sua identificazione nell'ambito delle relazioni con gli attributi.
3. Per le linee rappresentate da poligonali aperte composte da più archi (siano o meno istanze di entità appartenenti al tipo geometrico linea) dovrà essere garantita la continuità geometrica (l'adiacenza) fra gli stessi archi.
4. Le istanze di entità appartenenti al tipo geometrico punto che siano elementi nodali o punti notevoli di un poligono o di una linea dovranno costituire un vertice della poligonale (chiusa o aperta) che li costituisce.
5. Non sono ammesse forme geometriche complesse (archi di circonferenza, parabole, spline ecc.).
Nelle sezioni precedenti non è stata accennata alla possibilità, da parte del SIT, di accogliere anche archivi inseriti in geodatabase. Il motivo di questa scelta sta nel fatto che il SIT ha puntato su un rapido start-up, consentendo una immediata pubblicazione della cartografia già prodotta. Tale possibilità sarà comunque disponibile non appena le strutture informatiche consentiranno l'interazione con i geodatabase.