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Piano Strutturale: altri documenti

 

Il futuro di Siena tra conferme e innovazioni
Impegni e proposte per il Piano Strutturale [5/5]


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5. La gestione urbanistica durante la formazione del Piano Strutturale

Nella vita di una comunità urbana, la formazione di un nuovo strumento urbanistico costituisce un importante momento di ripensamento sul futuro della città. Si tratta in particolare di mettere in campo uno sforzo progettuale in grado di prefigurare – pur tenendo conto dei processi in atto - nuovi orizzonti operativi che talvolta possono comportare correzioni di rotta significative nei confronti del passato. Può accadere tuttavia che l'elaborazione delle nuove strategie e la prosecuzione dei processi di trasformazione già avviati dalla amministrazione in una fase precedente si sviluppino in parallelo, creando pericolosi momenti di attrito e di incomprensione tra i due ambiti di intervento e di iniziativa.

Ne consegue pertanto che se da un lato non appare ragionevole affiancare al Piano Strutturale in formazione una intensa attività urbanistica che rediga varianti e concretizzi scelte al di fuori – o, nel peggiore dei casi, in contrasto – con il Piano stesso, appare altrettanto irragionevole arrestare l'attività di gestione urbanistica per tutto il tempo occorrente alla redazione, ed alla entrata in vigore, del nuovo strumento di governo (che, occorre rammentare diviene concretamente operativo con il Regolamento Urbanistico). Si deve anzi ritenere che la qualità di un'attività di governo del territorio risieda anche nella capacità di coniugare la logica incrementale che deve ispirare la gestione attiva di una struttura insediativa che è in continua modificazione – e di cui sarebbe profondamente sbagliato "congelare" il cambiamento - ai contenuti innovativi che sono propri di ogni nuova stagione urbanistica.


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Al fine di evitare che la elaborazione del nuovo piano produca una soluzione di continuità nei programmi della amministrazione, e di conseguenza, nella vita socio-economica della città - e tentando al tempo stesso di impedire che l'assunzione di provvedimenti sotto forma di anticipazione del piano finiscano per snaturarne la fisionomia - l'Amministrazione comunale ha operato una ricognizione accurata della progettualità in corso, articolandola in tre gruppi in funzione delle diverse relazioni che esse potranno e dovranno stabilire con il Piano Strutturale in formazione.

Il primo gruppo è costituito dalle varianti urbanistiche che nel Documento di avvio del procedimento erano già state indicate come elaborazioni da portare a termine in un prossimo futuro, e che sono quindi da considerarsi come elementi non modificabili del contesto. Si tratta in particolare di varianti alla normativa vigente, ma anche di provvedimenti che si sono resi necessari per assicurare la fattibilità di quegli interventi che sono già stati previsti dal PRG vigente, ma che troverebbero altrimenti ostacoli non superabili non solo sotto il profilo funzionale (ad esempio in termini di accessibilità alle nuove aree da urbanizzare), ma anche in relazione alla necessità di adattare più efficacemente le indicazioni contenute negli abachi progettuali alle peculiarità manifestate dalla domanda di trasformazione.


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Il secondo gruppo di attività è costituito invece da provvedimenti ancora in bozza, ma che sono ormai giunti ad un discreto livello di maturazione, e che per ragioni di varia natura si ritiene indispensabile definire ed elaborare in parallelo alla redazione del Piano Strutturale, verificandone accuratamente la compatibilità con il disegno di insieme che si strutturerà progressivamente. Si tratta in particolare di varianti tese a risolvere problemi di particolare urgenza (è questo senza dubbio il caso della variante al PRG per l'ampliamento del Cimitero di Santa Regina), ovvero di varianti tecniche che non presentano rilevanti ricadute urbanistiche (variante per l'informatizzazione del PRG relativamente al territorio aperto), o infine di Piani di recupero ritenuti prioritari, ma la cui formazione richiede la preventiva approvazione di limitate varianti al PRG vigente.

Al terzo gruppo di attività appartengono infine quelle proposte che pur essendo già presenti da tempo nel dibattito urbanistico cittadino, non hanno tuttavia raggiunto una matura fase di definizione. A differenza delle varianti indicate in precedenza tali proposte non rivestono caratteristiche di particolare urgenza, ma di converso possono presentare in alcuni casi una significativa rilevanza urbanistica (si pensi al caso della ridefinizione urbanistica dell'area di Piazza Matteotti-Piazza Gramsci), preannunciando l'affermazione di obiettivi di piano che si collocano in un rapporto di sostanziale discontinuità nei confronti dell'attuale sistema di pianificazione. Ne consegue che il loro eventuale inserimento tra le previsioni di piano verrà sottoposto ad una valutazione preventiva da parte della amministrazione, in moto tale da verificarne l'impatto e la compatibilità con il disegno generale e  con gli obiettivi del Piano Strutturale.


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